DUkXAvMX4AAk-D_

La corsa per vincere i campionati mondiali di calcio si è ridotta ormai a solo quattro squadre. Se con l’Italia fuori – talmente fuori da non essersi neanche qualificata – c’è meno apprensione per quello che avviene sul campo (ammesso vi interessasse), i Mondiali sono però un’ottima occasione per scoprire i libri dei Paesi partecipanti. È dall’inizio che curiamo una lista proponendo romanzi dei Paesi in gioco e ora che siamo alle battute finali vediamoli più da vicino: proveremo a consigliarvi qualche libro che abbiamo amato, e che speriamo amerete anche voi.

Eviteremo i classici (non c’è molto gusto a consigliare Flaubert e parlare benissimo di Dickens, tutto sommato), e ci concentreremo su libri più recenti, più o meno conosciuti.

Iniziamo da Francia e Belgio.

Francia

Tra gli scrittori francesi più amati di questi anni, anche e soprattutto in Italia, c’è Emmanuel Carrère, con la sua personalissima miscela di narrativa, documentazione e (tantissima) autoanalisi: in fondo tutti i libri di Carrère, soprattutto quelli più documentaristici, sono una scusa per parlare di sé e analizzarsi. Tra i tanti suoi libri, in omaggio ai mondiali di Russia (anche se forse non tutti i russi apprezzerebbero), vi consigliamo Limonov, biografia sui generis di un personaggio veramente larger-than-life, Eduard Limonov, scrittore, ubriacone, musicista, soldato, politico, carogna ed eroe. Un libro magnifico, di cui si è già parlato tantissimo, che è stato anche il nostro libro dell’anno quando uscì.

Più piccolo e meno conosciuto, ma non per questo da noi meno amato, è lo strabiliante Aspettando Bojangles, esordio di Olivier Bourdeaut e travolgente caso letterario oltralpe. È un romanzo piccolo piccolo, breve, narrato attraverso gli occhi di un bambino che ci racconta la sua sorprendente famiglia. Un romanzo che inizia come una favola dolcissima e finisce strappandoti il cuore e mangiandolo di fronte a te. Forse il romanzo che più abbiamo consigliato negli ultimi anni. Non perdetelo, davvero.

Belgio

Non si può parlare di Belgio senza parlare di uno dei nostri scrittori della vita: Georges Simenon, il padre del commissario Maigret, creatore di un universo giallo fatto di intelligenza, ironia, nebbia e tantissimi panini e birre alla brasserie Dauphine. La produzione di Simenon è però molto più vasta dei soli racconti di Maigret, e sempre di alta qualità. In Italia l’ultimo uscito è Le persiane verdi , “forse il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere”.

Ed essendo il Belgio terra divisa tra valloni e fiamminghi, dopo il francofono Simenon sembra giusto citare un grande fiammingo: Hugo Claus, che con il suo La sofferenza del Belgio  ha scritto il grande romanzo fiammingo (e forse il grande romanzo belga) del Novecento: la storia di un ragazzo che cresce e diventa adulto durante la guerra e subito dopo, un racconto di confusione, rabbia e nostalgia, che è quella di Louis, e quella di tutto il paese.

Inghilterra

Come per la Francia, anche qui scegliere è difficile. Se là ci è costato non citare tanti autori – davvero si può tenere fuori Michel Houellebecq? – l’Inghilterra ci ha dato così tanti grandi scrittori, anche solo limitandosi agli ultimi anni, che sceglierne solo due sembra un delitto. Come non citare Ian McEwan, Martin Amis, Zadie Smith?

Scegliamo da cosa farci guidare, allora. Prima di tutto, dai premi: l’ultimo Nobel della letteratura è proprio britannico, per quanto di origine giapponese (e il Giappone la sua figura ai Mondiali l’ha fatta, prendiamolo come un omaggio): Kazuo Ishiguro. La sua produzione non è vastissima ma è straordinariamente variegata e tutta di livello altissimo. Tra i tanti, scegliamo forse il più celebre: Quel che resta del giorno, controllatissimo, disperato e in fondo sottilmente comico racconto della prima settimana di vacanza del maggiordomo Stevens, occasione di ripensare alla sua vita al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile.

E poi uno dei romanzi che più amiamo: Il senso di una fine di Julian Barnes. Un libro sulla memoria, sull’amicizia, sulle scelte. Su un tempo inquieto, molto inquieto. Un romanzo breve che è forse al contempo il più accessibile e il più bello e compiuto di Barnes.

Croazia

La Croazia ci crea meno problemi di scelta, non foss’altro perché i libri di scrittori croati disponibili in ebook sono certamente in numero minore rispetto a quelli di altri Paesi. Quello che vi consigliamo sembra però perfetto, perché rappresenta anche il calcio che la squadra croata esprime, imprevedibile, denso, con alcuni lampi di genio: è Breviario mediterraneo di Predrag Matvejevic, un libro realmente unico, viaggio e poesia del Mediterraneo, della sua storia, delle sue leggende.    

 

Schermata 2016-11-02 alle 10.27.08