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Il 2018 è un anno magico per chi ama incantesimi, pozioni e cappelli a punta. Esattamente vent’anni fa, proprio a maggio, usciva in Italia per la casa editrice Salani il primo capitolo della saga, Harry Potter e la Pietra filosofale (in Inghilterra era arrivato in libreria quasi un anno prima, il 26 giugno 1997).

Da allora, ne sono partiti di treni dal binario 9 e ¾ della stazione di King's Cross. E molte altre cose sono successe, tutte che hanno dell’incredibile. Sette volumi della saga pubblicati, milioni e milioni di copie vendute, traduzioni in oltre 70 lingue (tra cui latino e greco antico), serie cinematografica, piece teatrali, merchandising sterminato.

Una vera e propria rivoluzione culturale che ha fatto di J.K. Rowling la scrittrice più pagata di tutti i tempi (molto più ricca della Regina Elisabetta, per intendersi) e ha reso tutti noi innamorati, nuovamente, del genere fantasy.

Il libro magico approdò alla casa editrice Salani nel più classico dei modi, come ne arrivano tanti. Fu l'agente di JK Rowling a mandarlo, Christopher Little.

«L’ho letto, mi è subito piaciuto e ho deciso di acquistarne i diritti», ammette Luigi Spagnol, presidente della casa editrice. All’epoca, nel 1997, Spagnol si occupava già da diversi anni per Salani di letteratura per ragazzi. Inizia così la fortunata storia del maghetto in Italia.

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Già dalla prima lettura, Spagnol aveva capito che il libro sarebbe piaciuto molto ai suoi lettori: «Mi aveva molto colpito questo continuo rilancio nella fantasia. Ogni oggetto, per esempio, era magico più e più volte. Ricordo ancora alcuni dettagli della mia prima lettura del libro: Harry Potter è in treno verso la scuola di Hogwarts e scarta le cioccorane animate che ha comprato da una signora che vende dolci magici, poi prende le figurine dei maghi e sono animate anche quelle. Un altro autore forse si sarebbe accontentato della trovata dei dolci. La Rowling invece non si ferma mai, la sua fantasia è come un fuoco d’artificio dentro cui ne scoppia un altro e poi un altro ancora».

Difficile pensare che dietro questa storia magica ci sia solo il sogno di una donna “normale”. «L’ho conosciuta molto brevemente a una cena che aveva dato diversi anni fa per un gruppo di editori - racconta Spagnol -  Me la immaginavo un po’ più timida invece era molto spigliata e divertente. Semplice e spiritosa».NE ancora più difficile pensare che il libro sia stato rifiutato tre volte prima di approdare all’editore Bloomsbury e alla pubblicazione in Inghilterra. Ma dopo il primo periodo in salita, la storia di Harry Potter esplode rivelandosi subito un fenomeno.

«La reazione del pubblico italiano è stata buona fin da subito. Il libro ha avuto una prima tiratura da 20.000 copie. Nel dicembre del 1998, a pochi mesi dall’uscita ha vinto il Premio Cento. La giuria popolare di ragazzi ha decretato la vincitrice per plebiscito con tutti i bambini che urlavano entusiasti. Lì abbiamo capito che stava accadendo qualcosa di speciale».

Nessuno però avrebbe potuto immaginare un fenomeno così unico nella storia della letteratura, neanche nella fantasia. Il vero boom arrivò tra il terzo e il quarto libro. Nel 1999 Harry Potter conquistava la copertina del prestigiosissimo Time ed erano stati comprati i diritti cinematografici della saga.

«In quegli anni è decollato il fenomeno in una maniera che non poteva essere prevedibile e che continua a stupirci anche oggi. Le vendite dei libri della saga anche quest’anno sono state impressionanti». Merito di personaggi, oggetti e situazioni che ormai sono sedimentate nell’immaginario di milioni di persone. Harry, Ron, Hermione, la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts in cui tutti saremmo voluti andare, le intese e i litigi, l’amicizia come bene supremo. «I personaggi che amo di Harry Potter sono tanti ma se devo sceglierne uno – ammette Spagnol - tra tutti il mio preferito è forse Albus Silente».

Il reale che si fonde perfettamente con il mondo magico è ciò che trasforma ogni nuovo episodio di Harry Potter in un vero e proprio evento editoriale, mediatico e di costume. Molto si fonda però anche sull’aspettativa creata e dall’aurea di segretezza e mistero che ha sempre avvolto i volumi in uscita. I lettori di Harry Potter sono stati da subito molto esigenti ma mai come oggi le aspettative e l’attenzione alle vicende della saga fanno parlare di Pottermania. E anche il lavoro della casa editrice italiana, conseguentemente, è diventato sempre più attento.

Dal 2011, Salani pubblica una nuova traduzione della serie (curata da Stefano Bartezzaghi con il supporto di un comitato di esperti). «Sopratutto per gli ultimi volumi in cui c’era l’embargo sul testo finché il libro non usciva, il lavoro redazionale era organizzato in maniera quasi scientifica. Sono libri molto lunghi e i fan italiani giustamente erano sempre impazienti di leggerli ma noi ricevevamo il testo il giorno in cui usciva nelle librerie inglesi e c’erano 600 o 800 pagine da tradurre a seconda dei casi. Ogni libro poi ha riferimenti ai volumi precedenti, ci sono tranelli dietro ogni angolo. Anche questo ci ha portato, una volta conclusa tutta la saga, a rivedere la traduzione dall’inizio alla fine. Per la scelta di qualche nome o parola particolare abbiamo usato anche espedienti come sondaggi online, chiedendo il parere dei fan di Harry Potter. Alla fine, comunque, tutte le traduzioni per natura sono imperfette, ci sono delle cose in ogni lingua che non possono essere rese».

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Ma chi sono i lettori di Harry Potter? «Una delle forza di questo libro, ma poi di tutta la letteratura per ragazzi è che ci sono sempre nuovi bambini che si affacciano alla lettura». Lettori che crescono, generazioni nuove che scoprono il piacere dei libri. L’attrazione per la storia del maghetto sembra non scemare mai e molti rimangono fedeli negli anni. Harry Potter è maturato insieme ai suoi lettori, così come lo stile della Rowling che ha lentamente cambiato i toni della saga da racconto per bambini a storia adatta anche ad un pubblico di adolescenti e adulti.«È evidente leggendo tutti i volumi, per esempio, che l’ultimo libro è più adulto del primo. Man mano che Harry Potter diventa grande, cresce anche il lettore di riferimento. E sono sempre più gli adulti che amano la saga».

Sulla vita dell’autrice e sulla genesi de La pietra filosofale si è anche molto favoleggiato, inevitabilmente. E non mancano, per esempio, i racconti della scrittrice che all’epoca stava divorziando dal giornalista portoghese Jorge Arantes, era disoccupata, aveva una bambina piccola e scriveva al bar sotto casa, a Edimburgo, perché non aveva i soldi per pagarsi il riscaldamento. Altri hanno parlato poi della decisione di Joanne Rowling di usare lo pseudonimo J.K. per far credere che “La pietra filosofale” fosse stata scritta da un uomo. Ma Luigi Spagnol smentisce con convinzione: «Una leggenda senza fondamento. Da sempre la letteratura per ragazzi è piena di donne di successo da Astrid Lindgren a Beatrix Potter. In Inghilterra poi c’era Jacqueline Wilson. Non avrebbe avuto senso usare questo stratagemma. Noi nella prima edizione italiana avevamo usato il nome Joanne per intero come da contratto ma abbiamo subito corretto visto che ci ha chiesto di usare J.K. Rowling. La verità è che odia sentirsi chiamare Joanne. Le uniche volte in cui in casa la chiamavano Joanne è quando i genitori la volevano rimproverare. Altrimenti tutti l’hanno sempre  chiamano Jo».

I festeggiamenti saranno ancora lunghi in Italia. Il 12 maggio inizia Harry Potter The Exhibition, una mostra a Milano alla Fabbrica del Vapore che catapulta i visitatori nel mondo magico inventato da J.K. Rowling con tanto di ricostruzione di alcuni dei luoghi più iconici dei libri. E anche in casa Salani il ventennale del maghetto promette ancora tante soprese. «A grande richiesta è uscita una ristampa della saga con le prime copertine originali. Da fine gennaio è in libreria l’edizione tascabile ma a breve avremo anche l’edizione rilegata che dovrebbe essere pronta per Natale».

Su una cosa Spagnol è certo. «Harry Potter promette di essere un "long seller" duraturo, una storia che potrebbe rivelare ancora delle sorprese e che ci accompagnerà ancora per moltissimo tempo». La Rowling non smetterà mai di stupirci. Per cui, babbani e non, alzate i bicchieri di Burrobirra e brindate!

 

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