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Sapete cosa significa scrivere un libro che incita alla lotta femminista e ricevere un invito a compilare una lista di lettura? Significa renderti conto di quanti dei Testi Sacri del femminismo non hai letto nella tua esistenza, e di essere quindi completamente incapace di darne suggerimento alle lettrici. Ma siccome la Sindrome dell'Impostore l'ho rottamata quando ho firmato il contratto per scrivere Manuale per ragazze rivoluzionarie, facciamo così: vi do dei consigli ragionati, non necessariamente su libri femministi. 

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Ma cominciamo da quelli.

 

Ci vogliono le palle, per essere una donna (Caitlin Moran, Sperling & Kupfer)

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Il titolo italiano è tremendo, quello inglese invece no: How to Be a Woman, semplice semplice. Caitlin Moran è una mia fissazione, perché ho cominciato a leggerla quando eravamo tutte e due giovanissime, anzi, lei era più giovane di me e scriveva già su Melody Maker. Negli anni '90 mi sarebbe piaciuto tantissimo fare la giornalista musicale, ma non in Italia, in Inghilterra: Caitlin Moran, Sylvia Patterson e allegra compagnia erano le mie muse, le mie ispiratrici, i miei modelli. Figuratevi la gioia di scoprire che Caitlin Moran aveva scritto un libro autobiografico di orientamento femminista. Fa anche ridere come poche cose al mondo, per cui leggetelo ora, insieme al romanzo che ne è il contraltare narrativo: Come diventare una ragazza (Bompiani).

Ragazze elettriche (Naomi Alderman, Nottetempo)

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La letteratura distopica e fantascientifica ci ha regalato una montagna di testi in cui le donne sono al centro della storia, anziché subirla. Questo romanzo di Naomi Alderman formula un'ipotesi impossibile per dimostrare – usando le armi della finzione – una tesi ardita: cosa succederebbe se le donne fossero in grado di esercitare una forma di sopraffazione fisica sugli uomini, fulminandoli con il solo tocco delle dita? Da leggere soprattutto se si è convinte che le donne siano esseri intrinsecamente “migliori” degli uomini.

Te la sei cercata (Louise O'Neill, Il Castoro)

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Di solito di Louise O'Neill consiglio sempre il suo capolavoro, Solo per sempre tua, uscito sempre per Il Castoro: questa volta passo a parlare del suo secondo romanzo, che racconta un caso di violenza sessuale dal punto di vista della vittima. Una ragazza di quelle a cui siamo tutti inclini a dare la colpa del suo stesso stupro: vanitosa, superficiale, gelosa delle amiche, provocante. E infatti nessuno le crede, nonostante i suoi stupratori abbiano documentato tutto con una gallery fotografica su Facebook. Crudo, straziante ed elegiaco, perché O'Neill è una grande scrittrice che non ha paura di andare fino in fondo e portare i suoi personaggi alle estreme conseguenze.

Room (Emma Donaghue, Mondadori)

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Chiudo con un libro che ho letto la scorsa estate e che è già stato un enorme successo, con tanto di film premiatissimo. È il racconto di un amore: quello fra Jack, che non ha mai visto il mondo esterno, e la sua mamma, rapita e ingravidata dal suo rapitore. È anche il racconto di una liberazione: dalla prigionia del corpo, prima di tutto, ma anche da quella mentale e dalla dipendenza affettiva. A tratti tenero, malinconico e ottimista, Room è anche un bellissimo lavoro di letteratura. E come tutti i libri di questa lista, è stato scritto da una donna.

 

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Giulia Blasi scrive da quando aveva quattordici anni, è femminista da quando ne aveva sedici: le due cose si sono incontrate a più riprese. Ha pubblicato Nudo d’uomo con calzino (Einaudi Stile Libero), Il mondo prima che arrivassi tu e Siamo ancora tutti vivi (Mondadori), Se basta un fiore (Piemme). Manuale per ragazze rivoluzionarie è il suo primo libro di non-fiction. Quando se ne ricorda, scrive anche su www.giuliablasi.it.